Le comiche 2: Rovato in minoranza in Cogeme

Quando negli anni settanta, alcuni lungimiranti amministratori decisero di costituire Cogeme il comune di Rovato era in prima fila. Fu uno dei sedici storici fondatori, in esso fu individuata la sede legale e operativa della società e divenne il detentore della quota di maggioranza relativa. E' sempre stato così fino a ieri sera.

Per la prima volta in oltre 43 anni dalla fondazione il Comune di Rovato è passato in minoranza nell'assemblea dei soci al momento del voto sul nuovo Consiglio di Amministrazione.

 

Se non ci fossero di mezzo i posti di lavoro di tanti concittadini, il piano industriale della nuova LGH da definire, le ricadute sul livello dei servizi sul nostro territorio ci sarebbe da pensare a una storiella da bar. Non è così. In quattro mesi l'amministrazione comunale leghista capeggiata dal sindaco Belotti propone per la presidenza di Cogeme un funzionario della Lega Nord milanese stretto collaboratore di Salvini (che conosce di Rovato e della Franciacorta?), non riesce a farlo eleggere. Allora propone e approva un CDA con alla presidenza l'avv. Giuseppe Mondini, salvo sfiduciarlo alla prima seduta del CDA! Ne chiede le dimissioni senza ottenerle e non trova di meglio che far dimettere tre consiglieri su cinque del CDA, fino all'epilogo di ieri sera.

Assemblea convocata per le 17.30. Pochi minuti prima due consiglieri dei tre dimissionari dichiarano di ritirare le dimissioni. Una parte dei sindaci, stanchi di tale teatrino, rimandano al mittente l'atteggiamento irresponsabile di chi crede di essere al parco giochi, non nel consiglio di amministrazione di una società con centinaia di dipendenti e decidono di eleggere un nuovo CDA.

Ne esce la conferma del presidente uscente Mondini e di un cda a cui auguro di poter lavorare serenamente nell'interesse dei territori dei Comuni soci.

Ora, dopo 8 mesi passati tutti sotto dettatura della Lega Nord milanese, è arrivato il momento che il sindaco di Rovato renda conto ai cittadini di questo disastro amministrativo, .

Aggiungiamo gli irrisolti gravi problemi in casa di riposo (anche il Monsignore, che va grandemente ringraziato, ha gettato la spugna) e il ritiro delle deleghe più importanti della giunta all'assessore Archetti e il quadro è completo.

 

Non c'è che dire: se non fossero fatti realmente accaduti penseremmo davvero di leggere la sceneggiatura delle comiche di Stanlio e Ollio.

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