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Io nun ce vojo crede a 'sto scherzo! Grazie di tutto Gigi!

Io nun ce vojo crede a 'sto scherzo!  Così direi oggi a Gigi Proietti, dopo lo scherzo che ha fatto a tutti gli Italiani andandosene proprio oggi, nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Io credo che non ci sia italiano che non abbia riso almeno una volta di fronte a una sua performance comica o non sia rimasto a bocca aperta di fronte a una sua interpretazione drammatica.  Senza tema di smentita credo che pochissimi artisti italiani possano vantare un affetto e un apprezzamento come quelli riscossi da Gigi Proietti in una carriera ultracinquantennale come la sua. Dal cinema (l'interpretazione di Mandrake è passata alla storia del cinema italiano) al teatro (impossibile tenere conto delle figure interpretate), dalle serie televisive (chi non ha mai visto il "Maresciallo Rocca") al doppiaggio: non tutti lo sanno ma la voce italiana di Sylvester Stallone in Rocky 1 era la sua, la voce del famosissimo "Adrianaaaa" alla fine dell'incontro con Apollo Creed.

Oggi è come se per tutti gli Italiani fosse davvero mancato uno di famiglia.

 

Io, però, lo voglio ricordare per un suo altro grandissimo talento. Quello di aver reso celebre la cultura popolare romana. E vi confesso che la mia passione per gli idiomi locali nasce anche dall'aver sentito mille e più volte Gigi Proietti recitare  poesie di Trilussa, sonetti del Belli e molto altro.

E allora voglio ricordare Gigi Proietti con un suo sonetto, rigorosamente in romanesco, che lesse durante i funerali di Alberto Sordi nel 2003 (qui il video di quel momento). E sono sicuro che l'Albertone nazionale non si offenderà se dico che, scambiando per una volta nel testo del sonetto Alberto Sordi con Gigi Proietti, si rende il più grande omaggio che si possa fare a questo grande italiano che è Gigi Proietti.

Ciao Gigi, grazie di tutto. Chi ama la cultura non può che ringraziarti oggi e per sempre.

 

 

IL SONETTO

«Io so' sicuro che nun sei arrivato ancora da San Pietro in ginocchione,
a mezza strada te sarai fermato a guarda' sta fiumana de persone.
Te rendi conto sì ch'hai combinato,
questo è amore sincero, è commozione,
rimprovero perché te ne sei annato,
rispetto vero tutto pe' Albertone.
Starai dicenno: ma che state a fa',
ve vedo tutti tristi nel dolore
e c'hai ragione,
tutta la città sbrilluccica de lacrime e ricordi
'che tu non sei sortanto un granne attore,
tu sei tanto di più, sei Alberto Sordi»

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